Dieta e fertilità nella medicina cinese

Cosa si deve mangiare per nutrire la fertilità femminile?

Non esistono rimedi o alimenti magici che improvvisamente determinano una gravidanza, ma corretti stili di vita insieme ad un’adeguata nutrizione aiutano a “nutrire” e conservare la propria fertilità.

La fertilità di una donna non è condizionata da uno specifico alimento e/o fattore, ma è condizionata da un equilibrio del metabolismo e da un peso normale. Il peso corporeo influisce profondamente sull’ovulazione, nonché sulle possibili successive complicanze ostetriche e peri-natali di una gravidanza. Raggiungere un peso corporeo adeguato è un passo fondamentale per ridurre il rischio di avere cicli mestruali irregolari o “anovulatori”, cioè privi di potenzialità riproduttive.

L’importanza del mantenere un peso normale è provata da moltissimi studi clinici condotti su donne sovrappeso, che evidenziano che una perdita del 5-10% del peso corporeo conduce nel 70% dei casi al recupero dell’ovulazione e quindi ad una maggiore possibilità di concepire

 Integratori, vitamine e micronutrienti per la fertilità

Detto ciò, anche per le donne normopeso e con cicli mestruali regolari, esistono alcuni “piccoli trucchi” da conoscere: alcuni nutrienti assumono un ruolo fondamentale anche prima del concepimento

  •  Acido Folico (vitamina importantissima!): a partire da circa 8-10 settimane prima del concepimento devono essere integrate le riserve di Acido Folico, per diminuire il rischio di malformazioni congenite. L’acido folico è una vitamina del gruppo B presente solo in piccole quantità negli alimenti, perciò in tutte le donne che cerchino una gravidanza è consigliata la sua assunzione come integratore (400 microgrammi al giorno).
  • Micronutrienti: ci sono invece molti altri micro-nutrienti potenzialmente importanti per una fertilità ottimale che non necessitano di integrazione perché possono essere assunti in quantità sufficienti dalla dieta, purché questa sia varia e ricca di alimenti selezionati. In particolare, queste micro-molecole sono le vitamine e i minerali ad azione antiossidante. Infatti studi scientifici recenti condotti su pazienti infertili dimostrano che molte Vitamine (ad esempio C ed E) o minerali (come lo Zinco e il Selenio) raggiungono in maniera selettiva l’ovaio, dove hanno probabilmente la funzione di proteggere gli ovociti dallo stress ossidativo (ovvero lo squilibrio che determinerebbe un deterioramento precoce degli ovociti).
  • Inositolo: una vitamina del gruppo B presente negli agrumi e nelle verdure verdi, è anche in grado di migliorare la regolazione dell’ovaio da parte degli ormoni e di regolarizzare l’ovulazione.

E’ dunque importante una dieta che utilizzi cotture semplici (a vapore o a pressione), che non degradano questi micronutrienti preziosi per la fertilità.

Alimenti vari e cotture semplici ma in quali proporzioni?

  • 55-60% CARBOIDRATI: Per quanto riguarda la composizione, la dieta di una donna dovrebbe fondarsi al 55-60% su carboidrati, perlopiù derivanti dalla frutta fresca ed altri “a basso indice glicemico” (pasta, riso, orzo, legumi). Infatti sono i cereali, soprattutto quelli integrali, a fornire anche vitamine (Vitamine del gruppo B, Vit. E, Vit. K) e minerali (Ferro, Fosforo, Manganese, Magnesio, Rame, Selenio, Zinco). Al contrario, gli zuccheri “semplici” di dolci e bibite devono essere ridotti.
  • 25-30% GRASSI: I grassi devono poi costituire massimo il 25-30% della dieta, con una netta preferenza per quelli poliinsaturi (olio extravergine d’oliva o omega-3  contenuti in pesce, mandorle, noci, tofu). Infatti il consumo di grassi saturi (burro, formaggi grassi) è associato a un aumentato rischio di infertilità da ovulazione inefficace.
  • 10-15% PROTEINE: le proteine devono fornire il restante 10-15% dell’apporto energetico. In particolare, le proteine “nobili”, ad alto valore biologico, sono quelle di origine animale: carne, latte, uova.  La carne in particolare contiene anche vitamine (Vitamine del gruppo B, Vit. K) e minerali (Ferro tipo “eme” cioè quello più biodisponibile, Fosforo, Potassio, Rame, Selenio, Zinco). Anche le proteine di origine vegetale contenute in ortaggi e verdure sembrano però avere un effetto positivo sulla fertilità.

 Quali sono i “cibi” che aiutano un uomo ad avere figli più facilmente?

Quando si parla di “qualità del seme” ci si riferisce a tre parametri principali: concentrazione, motilità (capacità di movimento) e morfologia degli spermatozoi. Alcuni studi dimostrano come il consumo di cibi ricchi di sostanze antiossidanti – tra cui a esempio il selenio – correli con migliori valori di questi tre parametri, soprattutto riguardo alla motilità degli spermatozoi. Nello specifico una dieta ricca in Vitamina C e carotenoidi (licopene, β-carotene e criptoxantina) svolgerebbe un ruolo protettivo nei confronti di quegli elementi ossidanti, e pertanto potenzialmente nocivi, fisiologicamente presenti nel liquido seminale. Nel complesso, un consumo abituale di frutta, cereali e vegetali in genere contribuisce dunque a migliorare il potenziale fertile dell’uomo.

Cosa non dovrebbe mangiare un uomo?

Un elevato consumo di carni (in particolare di carni “rosse”) e di prodotti caseari (latte intero e formaggio) sia più frequentemente associato a una peggiore qualità del seme. Infatti, sostanze come gli xeno-estrogeni e gli steroidi anabolici sono ritenute possibili responsabili dell’alterazione dello sviluppo e del funzionamento dell’apparato riproduttivo maschile e risultano altamente contenute nei cibi ricchi di grassi poli-insaturi proprio come la carne o il latte intero.

Una dieta equilibrata, ricca di vegetali, frutta, pesce e carni bianche è quindi da considerarsi idonea alla preservazione di una buona capacità riproduttiva nell’uomo.

 

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