La prima visita allo Studio Shen

La prima volta che ci si rivolge a un medico agopuntore diverse emozioni possono prendere vita nel paziente: curiosità e scetticismo forse, a volte timore. Comprendere i gesti di un medico specializzato in medicina cinese tradizionale è utile per fugare dubbi e mettere a proprio agio anche il paziente più ansioso. Come si svolge la prima visita allo Studio Shen di Empoli? Cosa aspettarsi?

Che si sia mossi dalla curiosità o dalla fiducia in questo tipo di medicina, la visita medica condotta da un agopuntore resta sempre un’esperienza interessante. L’approccio apparentemente informale non deve trarre in inganno. Il medico che esercita la medicina cinese deve essere innanzitutto un attento osservatore, perché la tradizione dà enorme importanza alla capacità di cogliere e sintetizzare in un insieme tutte le informazioni che i sensi forniscono al medico. Di fatto proprio l’osservazione del paziente è il primo e fondamentale passo verso la diagnosi (gli antichi Cinesi dicevano: “Il paziente comincia a guarire appena il medico varca la soglia della sua casa”).

Elementi quali la corporatura, l’andatura, il colorito del viso, l’aspetto delle mani orientano già verso la comprensione della tipologia di persona che si ha di fronte e questo può già fornire al medico una prima griglia di lettura dei problemi che il paziente gli presenterà. Ma anche il suono della voce o il timbro della tosse, il tipo di respiro (leggero o rumoroso, secco o umido), nonché l’eventuale odore dell’alito o del sudore sono elementi orientativi.

Il momento più importante dell’osservazione è però quello che riguarda l’esame della lingua. Si tratta di un gesto che faceva parte anche della cultura medica occidentale sino a qualche decennio fa’, pur con caratteristiche molto riduttive se confrontato con la raffinatezza della diagnosi glossoscopica cinese, ma che è oggi snobbato se non deriso da molti dei nostri professionisti. Certo, nell’ottica della medicina moderna, che diffida di ogni elemento non obiettivabile, si tratta di un esame quanto mai approssimativo, perché non ci può essere, se non in pochi casi un riscontro diretto con alterazioni organiche misurabili. Sta di fatto però che, condotta con i criteri propri della medicina cinese, l’osservazione della lingua apporta precise e oggettive informazioni sullo stato dell’energia e delle sostanze vitali nell’organismo del paziente.

Due altri momenti forti della visita sono l’interrogatorio, che in termini occidentali chiameremmo anamnesi, e la palpazione.

L’interrogatorio mira a raccogliere informazioni che possano essere utili al medico per formulare una diagnosi precisa. Noi siamo abituati generalmente a dare un nome ai nostri disturbi e capita frequentemente che riferiamo al medico di avere una “gastrite” piuttosto che descrivere dettagliatamente il tipo di dolore, la sua localizzazione e i fattori che lo scatenano o lo attenuano. Al medico agopuntore servono molto di più questi elementi soggettivi, perché nella medicina cinese sono importanti anche le più piccole sfumature. Non c’è da stupirsi quindi se il medico vi dicesse “Va bene, lei ha una gastrite! Adesso però mi dica che disturbi ha!”. Quello che l’agopuntore cerca di capire non è infatti la malattia, ma il paziente con il suo squilibrio energetico che ha causato determinate alterazioni. E’ infatti su questo equilibrio energetico che agisce l’agopuntura.

Quando il medico agopuntore parla di palpazione, intende un momento diagnostico in parte identico a quello che potrebbe condurre uno dei nostri clinici. La differenza sta nel fatto che in medicina cinese è altrettanto importante valutare la sede e le caratteristiche degli organi, quanto percepire la distribuzione dell’energia e delle sostanze nel corpo. Da questo punto di vista, la parte più importante della palpazione riguarda l’esame del polso radiale.

Se l’esame della lingua desta perplessità nel medico di formazione occidentale, la palpazione del polso ne scatena addirittura l’indignazione. Si pensa infatti che l’unico dato che si può trarre dalla palpazione del polso sia la frequenza cardiaca. In realtà non solo la tradizione cinese, ma anche molte altre scuole mediche tradizionali attribuiscono importanza alle più minute caratteristiche percepibili al tatto in questo esame. I medici cinesi distinguono ventotto tipi principali di pulsazione, ognuno legato ad una precisa situazione degli equilibri fra energia, sangue e liquidi organici. Ma ognuno dei tratti del polso nei quali si palpa l’arteria radiale è suddiviso in tre segmenti che possono presentare caratteristiche palpatorie diverse, descrivendo così con precisione la collocazione di ogni informazione in specifiche regioni del corpo.

 Come si può intuire, la visita dall’agopuntore è articolata e approfondita. In particolare quando si tratta del primo incontro con un nuovo paziente, ma non solo: almeno il controllo della lingua e dei polsi è un momento che si ripete ad ogni seduta di agopuntura, per consentire al terapeuta di selezionare la combinazione appropriata di punti in base allo stato attuale del paziente, ottenendo così la massima efficacia terapeutica.

E tutti gli esami che il medico in genere richiede prima di pronunciare qualsiasi verdetto? Intendiamoci, il medico agopuntore è sempre e per prima cosa un medico e ha ricevuto una formazione scientifica occidentale di cui si deve avvalere in scienza e coscienza. In alcune situazioni anche l’agopuntore richiederà alcuni esami, per verificare ad esempio se il quadro energetico riscontrato non abbia prodotto delle alterazioni così profonde da essere rilevabili anche ad un esame strumentale. Ci sono molte patologie che meritano di essere trattate con l’agopuntura, ma ce ne sono anche che necessitano di un approccio terapeutico di tipo biofisico. In alcuni casi infine si stanno aprendo prospettive incoraggianti sull’uso integrato delle due medicine. Il medico agopuntore preparato sa utilizzare al meglio e a proposito gli strumenti raffinati di due grandi culture mediche.

Tratto da Benessere.com

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